Decontribuzione Sud: proroga fino al 31 dicembre 2022.

Si  ritiene opportuno e doveroso aggiornare tutte le Aziende assistite che, in data 24 giugno 2022, la Commissione Europea, su specifica richiesta pervenuta dal Governo, ha autorizzato la proroga, fino al 31 dicembre 2022, della decontribuzione per le aziende operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (c.d. “Decontribuzione Sud”). A tal riguardo si specifica, unicamente per rammentare a tutte le Aziende assistite, che per poter beneficiare della Decontribuzione Sud (riduzione pari al 30% dei contributi), è necessario che l’impresa abbia la sede operativa in una delle regioni sopra indicate.

Si ribadisce oltremodo che la riduzione, da cui sono escluse le imprese dei settori finanziario ed agricolo, nonché i datori di lavoro domestico, non copre esattamente tutte le voci contributive, in quanto restano escluse alcune ormai consuete forme di contribuzione come quella al Fondo di Tesoreria; quello eventualmente dovuto ai fondi di solidarietà; il contributo integrativo Naspi (0,30%); le contribuzioni di tipo solidaristico, nonché premi e contributi dovuti all’Inail.

Resta inteso che la Decontribuzione Sud, rivolgendosi sia al personale in forza, sia ai nuovi assunti, non riveste natura di incentivo all’assunzione. Conseguentemente non postula il rispetto dei principi generali sanciti dall’art. 31 del D.Lgs. n. 150/2015. Tuttavia, trattandosi di un beneficio contributivo, trovano applicazione le disposizioni contenute nei commi 1175 e 1176 dell’art. 1 della legge 296/2006. Pertanto, i datori di lavoro hanno diritto all’esonero unicamente se sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali (DURC regolare); se non hanno violato le norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro; se rispettano gli altri obblighi di legge in materia e se non contravvengono alle regole imposte da accordi e contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

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