Lavoratori dipendenti: come cambia la busta paga nel 2026

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) consolida il percorso di riforma del mercato del lavoro iniziato negli anni precedenti, introducendo stabilità in un sistema che per lungo tempo è stato caratterizzato da deroghe annuali.

Per i lavoratori dipendenti e per gli uffici HR, comprendere la nuova composizione della busta paga 2026 è essenziale per valutare correttamente il reddito disponibile e il costo del lavoro.

In questo articolo, lo Studio Esterino Cafasso esplora i pilastri della normativa vigente, con un focus particolare sulle soglie di reddito e sul passaggio dal vecchio esonero contributivo al nuovo sistema di detrazioni fiscali.

La riforma dell’IRPEF: il consolidamento delle tre aliquote

A partire dal 1° gennaio 2026, la struttura dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche si stabilizza su tre scaglioni, con un intervento mirato a ridurre il carico fiscale sui redditi intermedi.

La novità principale è l’abbassamento dell’aliquota per il secondo scaglione:

  • Scaglione 1: Redditi fino a 28.000 euro, tassati al 23%.
  • Scaglione 2: Redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, tassati al 33%. Questo intervento sostituisce la precedente aliquota del 35%, generando un beneficio fiscale progressivo per il ceto medio.
  • Scaglione 3: Redditi oltre i 50.000 euro, tassati al 43%.

È importante sottolineare che, per i redditi superiori a 75.000 euro, l’effetto del taglio IRPEF viene parzialmente bilanciato da una revisione delle detrazioni per oneri (le cosiddette “tax expenditures”), calcolate in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Il nuovo “Cuneo Fiscale”: dalle quote contributive alle detrazioni

La vera rivoluzione della busta paga 2026 riguarda la trasformazione del taglio del cuneo fiscale. Non si parla più di un esonero sui contributi INPS a carico del lavoratore, ma di un sistema basato su detrazioni fiscali aggiuntive.

  • Per redditi fino a 20.000 euro: viene riconosciuto un trattamento integrativo o una detrazione specifica che garantisce un beneficio massimo di circa 100 euro mensili, proporzionato al periodo di lavoro.
  • Fascia 20.000 – 32.000 euro: la detrazione decresce gradualmente all’aumentare del reddito per evitare il cosiddetto “scalone”, ovvero la perdita improvvisa del beneficio al superamento di una determinata soglia.
  • Fascia 32.000 – 40.000 euro: il beneficio si esaurisce progressivamente fino ad annullarsi alla soglia dei 40.000 euro.

Questo nuovo meccanismo, sebbene più complesso nel calcolo mensile per il sostituto d’imposta, evita le distorsioni retributive del passato, dove un aumento di pochi euro lordi poteva comportare una riduzione del netto in busta.

Premi di produttività e Welfare Aziendale

La normativa 2026 prosegue sulla linea dell’incentivazione della produttività attraverso la tassazione agevolata e il welfare:

  • Premi di Risultato (PdR): l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività è confermata al 5% per tutto l’anno 2026, per premi entro il limite di 3.000 euro lordi. La misura si applica ai lavoratori che nell’anno precedente hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.
  • Fringe Benefit: le soglie di esenzione per i beni e servizi concessi ai dipendenti sono state rese strutturali. Il limite è fissato a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti, mentre sale a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. Resta ferma la possibilità di includere in queste somme anche i rimborsi per le utenze domestiche e il canone di locazione della prima casa.

Sostegno alla famiglia: Bonus Mamme e congedi

In linea con le politiche demografiche, la Legge di Bilancio 2026 conferma misure specifiche per la genitorialità:

  • Esonero contributivo mamme: per le lavoratrici con almeno due figli, prosegue l’esonero dalla quota dei contributi previdenziali a proprio carico (9,19%), con massimali diversificati in base all’età dei figli e al numero dei componenti del nucleo.
  • Indennità di congedo parentale: per il 2026, l’indennità per i primi due mesi di congedo parentale usufruiti entro il sesto anno di vita del bambino è confermata all’80% della retribuzione, un incremento significativo rispetto al 30% previsto dalla normativa ordinaria.

Quale impatto reale sulla busta paga?

Per le aziende, la gestione delle buste paga nel 2026 richiede un monitoraggio costante, specialmente nella gestione dei conguagli fiscali. La stabilità delle aliquote IRPEF facilita la pianificazione dei costi, ma la complessità delle nuove detrazioni fiscali introdotte per compensare il cuneo richiede una consulenza tecnica puntuale per evitare errori nella determinazione del netto spettante.

Lo Studio Esterino Cafasso è a disposizione per analizzare l’impatto di queste norme sulla vostra struttura aziendale, garantendo precisione nella gestione dei flussi contributivi e fiscali.

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